martedì, 13 maggio 2008

Brevi.

Scena: interno giorno, sala da pranzo, tg, notizia sulle ultime dichiarazioni papali riguardo l'aborto e l'immoralità di tale atto anche in presenza di rischio della vita della madre.
Personaggi: La Sottoscritta, il Genitore.

Genitore: "Io gli darei moglie. "*
Sottoscritta: "Io invece gli darei fo'o."**

*(espressione toscana equivalente a "io permetterei loro di sposarsi")
**(fuoco)


postato da: Lamoux alle ore 14:41 | link | commenti
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Cose di tavola.

Ieri sera per cena ci siamo proposti baccelli prosciutto e pecorino. Mi pareva più che giusto a maggio. In realta, stamani mentre aspettavo per ore il caldaista, dedicandomi alle pulizie e ad alcune delle mille cose presenti sulle liste  che devo sempre rimandare per carenza di tempo, ho anche preso in mano le zuppe di farro verdure e cereali, per stasera passi ma se continua così io mi ributto su cibi invernali.

postato da: Lamoux alle ore 13:48 | link | commenti
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Portatemi lontano. A fine mese tipo.

E' tornato il caldaista. Col pezzo. Ho dovuto prendere una mattinata libera. Non solo. Mi ha preso 295 euri. A tutt'ora non so se mi sento leggera leggera leggera o pesante pesante pesante.

postato da: Lamoux alle ore 11:54 | link | commenti
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lunedì, 12 maggio 2008

Uèèè Uèèè.

Sottotitolo: soddisfazioni ad alto grado.
Ho assaggiato un dito di vino "nuovo". Vendemmia 2007. Cazzo. Come un parto, esce fuori una creatura che abbiamo cullato per mesi, senza contare il tempo in cui pettinavamo colline per far venir fuori questo miracolo della frutta. Ecco, son soddisfazioni. Un po' più grosse che un contratto firmato, una relazione finale, un foglio di calcolo riepilogativo o un cliente fregato. Ma sempre dal mio punto di vista...

postato da: Lamoux alle ore 13:46 | link | commenti
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Tivvu.

Ieri sera Report. Dopo la Littizzetto. Insieme a Blob son le uniche tre cose che trovo geniali. Insomma dicevo, questi due ragazzi francesi, belli, fricchettoni, naturali come il sapone di marsiglia si son fatti la casa di paglia. La casa dei loro sogni. Un tipo, invece, se l'è fatta di carta, uno di legno non trattato e tutti spiegano come sia nocivo quello che noi, invece, ci mettiamo intorno. Si può fare direbbe quelcuno (mi riferisco a Frederick) ma non si fa. La soluzione è semplice, come quando hai corso troppo e senti il cuore che scoppia, non corri di più, non corri di meno. Ti fermi. E se sei intelligente torni indietro. Alla casa di paglia, appunto.

postato da: Lamoux alle ore 13:40 | link | commenti (2)
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Anche perchè io la vedo da qui.

Il problema non è che a me piaccia fare a modo mio, come mi pare. Il problema sono gli altri. Che non me lo fanno fare. 

postato da: Lamoux alle ore 12:08 | link | commenti (2)
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venerdì, 09 maggio 2008

Suscettibile.

E' venerdì c'è il sole, ho la pancia piena, il pomeriggio quasi libero e forse il caldaista mia farà fare una doccia finalemnte calda (nel senso che ripara la caldaia), nonostante ciò, se non la faccio finita di ascoltare Ivan Graziani fra pochino mi metto a piangere come un agnellino.

postato da: Lamoux alle ore 13:41 | link | commenti (5)
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Mai sola.

Mi brucia la pelle. Ha cambiato colore. E' il sole che quando ti si appiccica addosso ti tiene compagnia.

postato da: Lamoux alle ore 11:54 | link | commenti
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Ohhmmmmmm...

Ha fatto costruire quattro cubi di legno. Il generale. Tipo mensole. Tipo nicchie. Cementite e bianco e sembreranno muro, con dettagli a legno. Il uichend sarà, di nuovo, dedicato ai lavori. Mi sento male. Lui, con l'arte concettuale in testa, io con l'arte manovale in mano. Sarò come sempre tentata di scioperare o far sit-in. Lui, un treno, lavora su percorsi tutti suoi dritto fino al capolinea. Io viaggio tipo una barchetta con la vela, oscillo dondolo, faccio mille cose insieme e ne concludo un quinto. Diversi, in tutto, sempre pronti allo scontro. Ma le barchette affondano, i treni no, ogni tanto ci penso, forse dovrei imparare da lui, ma poi mi dico che da qui si sente l'odore di salsedine e non il puzzo di ferro dei binari e a me piace più così...

postato da: Lamoux alle ore 09:01 | link | commenti
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Vite.

Parlare di una nuova vita che sta per arrivare, di una mamma bambina, di una piccola pancia che culla un esserino con una strada tutta da fare. Parlarne con un'amica, seduta in giardino, al buio. Parlarne e pensarci a quei due occhi che si apriranno sul mondo ti fa dimenticare per un po' che il mondo è pazzescamente brutto per come lo abbiam fatto e che la il destino è spesso cinico e crudele. Pensare a quell'esserino che è lì, sul filo del mondo ti fa sorridere, di un sorriso ebete...
Ci vuole coraggio e incoscienza per mettere al mondo un figlio, magari prima o poi li troverò anche io.

postato da: Lamoux alle ore 08:54 | link | commenti (1)
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