Monologhi,deliri e fogli sporcati di pensieri

Utente: Lamoux

Categorie

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

siete inciampati in*loading*
venerdì, 20 novembre 2009

Pudica

Cucinare la cena mentre l'antennista ravana per casa mi mette in imbarazzo. In questa casa bisogna iniziare la conversione alle pizze surgelate!

postato da: Lamoux alle ore 18:00 | link | commenti
categorie:
giovedì, 19 novembre 2009

Quando si dice la sfiga.

Un maschio su due (o su tre, non si capisce) si fa il letto da solo, lo dice l'ISTAT. Io se, alzandomi al mattino, dicessi al mio maschio  "fammi il letto" sarei pronta anche a sentirmi rispondere "E dove cazzo lo trovo un falegname aperto a quest'ora?!"
Devo aver sbagliato maschio, o generazione. Meglio così.

postato da: Lamoux alle ore 19:07 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 18 novembre 2009

La ballata di Michè.

Cucchi lo hanno ammazzato. Non c'era bisogno di teste per capirlo, ma è giusto che si prosegua a processare quelle bestie che son peggio delle bestie. Le volpi credo, se muoiono si mangiano a vicenda, anche i cani, so per certo, in situazioni di caccia di stress e di apparente follia si scagliano addosso a un membro del branco ferito e lo finiscono, una volta è capitato. Anche una gatta che avevo uccise uno dei suoi gattini perchè malandato e continuò ad accudire gli altri. Certo è che nel mondo animale l'istinto e la logica coesistono.
Come era chiaro che Cucchi fosse stato arrestato è chiaro anche il fatto che i colpevoli non si troveranno, o meglio forse un capro espiatorio, forse dell'ultimo pirla del branco ci riveleranno nome e cognome. Fatto sta che i colpevoli siamo tutti, che ho molta paura a domandarmi quanti Cucchi ci sono, sono stati e saranno nel nostro misero Paese. Mi piacerebbe, una volta individuati i colpevoli materiali, che avessero la possibilità e l'obligo, di spiegarci perchè. Per qualce cazzo di meccanismo un ragazzo, un uomo, uno che stava in galera, viene ammazzato di botte da chi lavora per lo stato. Mi piacerebbe anche sapere come mai queste cose non suscitino indignazione, raccapriccio e paura. Ma di questo perchè temo fortemente la risposta.

postato da: Lamoux alle ore 18:32 | link | commenti (2)
categorie:

E che d'olivi si parli allora.

 C' è un uliveto a nord, a bacìo, si dice dalle mie parti, un campo battuto dalla tramontana, un posto dove il sole batte al mattino e inizia a calare ben presto. Quegli olivi, dritti in fila li ha piantati mio padre, lo ricordo, ero piccola, non saprei dire ma credo ci si aggiri su una quindicina d'anni fa, erano piantoni, scelti per resistere al freddo, avevano un palo e filo a sorreggerli,. Un giorno ricordo d'esser tornata in quel campo e d'esser rimasta sorpresa. Quegli esili alberini facevano ombra. Non si vede più la terra oggi se si guarda dall'alto quel campo, dal "greppo" sovrastante, si vede solo l'argento delle foglie si vedono alberi robusti, alberi alti giovani e forti. Mi hanno raccontato dell'85, la gelata, li vicino ci sono alberi più vecchi, li, in quel campo dove gli olivi non si ammalano mai perchè anche la mosca olearia muore di freddo, mi hanno raccontato, dicevo che mentre io ero piccina una gelata distrusse gli olivi. Mi hanno descritto un panorama apocalittico, dice che mio padre girando per gli oliveti sentisse addosso lo stupore e lo sconforto, erano bruciati, come se ci fosse passato il fuoco, cominciarono a ambiar colore, perdere le foglie, a seccare, interi pezzi di terra arsi dal gelo, impressionante e sconcertante come fuoco che divora tutto. Le ceppe dell'85 sono ancora li, accanto a loro son stati rallevati dei talli che adesso sono nuovamente olivi grandi e forti. Nella parte a solativo invece piagge d'olivi si fanno accarezzare dal sole e dallo scirocco in questi giorni di novembre impazzito. Versanti di colline dove gli alberi assecondano le salite del terreno. Alcuni sono meravigliosi sembrano querci, hanno tronchi che non riuscirei ad abbracciare, il legno ha addosso una scorza di anni, si avvolge lento su se stesso fino a dividersi al metà della pianta in tre o quattro braccia aperte verso il cielo come a chieder gloria.
Potare la vite è una pratica, meravigliosa aggiungo io, ma potare un olivo è un'arte. Non l'arte da artigiano ma l'arte da artista. Non ho mai trovato due persone che fossero in accordo sul sistema di potatura delle piante d'olivo. Ho provato a potare quest'anno per la prima volta, non ne sono ancora capace. Sono in grado di riconoscere una pianta ben potata, da quella colpita da un potino mediocre o da uno incapace. L'olivo per chi lo ama è poesia, io mi accontento di guardarne la bellezza, i colori, il volgersi delle foglie, come cosa tangibilmente viva, al mutare dei venti. Largento degli olivi sferzati dal vento è bellissimo. L'ombra delle chiome, la forza del tronco a cui appoggiarsi seduta a riprender fiato o a pranzare in queste belle giornate di sole e lavoro, le fronde che scendono come nastri carichi di frutti mi riempiono lo sguardo.
L'olivo è difficile come una donna, ha bisogno di poco, ma non lo puoi trascurare, devi sorreggerlo perchè cresca ma non lo puoi piegare, puoi indirizzarne la crescita ma sempre assecondando il suo animo e la sua razza, devi gestire la sua forza, con garbo, con pazienza, con intelligenza. Si, l'olivo è come una donna, ci vuole pazienza e rispetto, ci vogliono mani esperte e un po' di fortuna.


postato da: Lamoux alle ore 18:13 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 17 novembre 2009

La prima

La prima frangitura del 2009. Ieri. Ottima resa. Livello bassissimo di acidità. Meraviglioso, verde, verde da far impallidire un padano, bello, prezioso. La bruschetta co'l'olio novo, fruttato, forte, pieno di sapore. Ce la sto mettendo tutta, ci sto mettendo tutto di me, e il risultato paga, anche se solo in termine di soddisfazione che di soldi, lasciamo fare.
Bella cena ieri, con mio padre che beveva l'olio a cucchiaiate che lui è un amante. E poi parlar d'olivi di persone di cose belle. Sembra quasi che ti passi anche il mal di schiena e il dolore alle spalle.

postato da: Lamoux alle ore 18:19 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 13 novembre 2009

Da un uomo.

Delicata ma forte è un bel complimento da ricevere.

postato da: Lamoux alle ore 17:13 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, 12 novembre 2009

Mira el dito...

Questa storia del crocifisso nelle aule mi pare molto simile a quella del dito e della luna. In questo Paese ci piace parecchio fissare il dito senza guardar la luna. E qualcuno lo ha capito proprio bene.

postato da: Lamoux alle ore 18:25 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 11 novembre 2009

E il sole.

Allora, ci sono una contadina, un uomo grande e un polacco...
E non è una barzelletta. Si lavora duro, otto ore al giorno, olive che piovono dal cielo, sulla media di quttro cinque quintali al giorno, poi ci sono i pranzi al sole, seduti sulle cassette, davanti a panorami da mozzare il fiato, persone che si raccontano, la Polonia i viaggi le speranze, l'Italia e gli italiani. Vale la pena sudare e assaporare la presenza di tutti i muscoli doloranti della schiena e delle braccia, vale la pena la bella fatica. ogni tanto passa il mio amico cacciatore con la splendida segugia, ogni tanto penso a tutti coloro che hanno bagnato col sudore la terra sotto a quegli olivi e  non mi resta da far altro che ringraziare. Mio nonno diceva "...e finche si colgono le olive..." intendeva dire che era una fortuna. Bene, lo credo anche io.

postato da: Lamoux alle ore 18:24 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 10 novembre 2009

Riflessione

Sottotitolo: dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro.

In un mondo giusto anche rompere i coglioni dovrebbe essere considerato reato.

postato da: Lamoux alle ore 17:33 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 09 novembre 2009

Quello che voglio.

Loro si stanno gettando in un'avventura nuova. La gestione di una locanda.
Ci siamo conosciuti per caso e non ci siamo mollati più. Siamo andati a trovarli a scadenze regolari, settimanali in genere. Ci siamo raccontati a vicenda a piccoli pezzi, talvolta eravamo incazzati col mondo, talvolta gioivamo e festeggiavamo il molto o il nulla. Mentre eravamo in vacanza in Trentino ce li siamo visti arrivare armati di scarpe da treking e cane Miky. Mille volte abbiamo parlato di cavalli di amori di politica mille volte abbiamo ascoltato durante questi circa dieci anni passati senza dare nell'occhio. Adesso loro si tuffano in un percorso nuovo. Noi ieri abbiamo fatto una sacchettata di ciccia e ci siamo seduti con loro in una locanda che ancora locanda non è, abbiamo brindato con un chianti del '98, abbiamo spostato tavoli e dato consigli sui colori delle pareti, abbiamo mangiato e siamo stati bene.
Ci hanno ringraziati baciandoci perchè "se ci avete seguiti fi qui" han detto "vuol dire che ci volete bene". Hanno ragione, io voglio un gran bene a coloro che ho selezionato come amici e mi emoziono per le loro avventure e godo dei loro successi e mi fa male vederli tristi. Pretendo che gli amici con me siano come le pulci, sempre addosso a farti il solletico o a tirati un morso, ma pretendo che ci siano. Non succede quasi mai, mi ci incazzo e poi mi passa, ma quando succede, quando brindi a qualcuno con un vino invecchiato davanti a un camino in una locanda che presto sarà locanda, senti che la condivisione con qualcuno che ami è una delle cose più belle che hai.

postato da: Lamoux alle ore 09:27 | link | commenti
categorie: