...viveva una che a quasi trent'anni, ancora, questa storia dei confini, delle razze, del mio e tuo, non l'aveva capita mica tanto...
Pensavo, ieri sera, alle facce appese della gente. Tutti musi lunghi, mai un sorriso, mai uno che dica grazie, o ciao, o che saluti sorridendo, appunto, per strada in un negozio, dovunque. Io ho passato un pomeriggio in centro a Firenze col generale, camminando commentando guardando poi abbiamo cenato e visto una tribut band di De Andrè. E ho riso, ho riso e sorriso tanto, non perchè le cose mi vadano a meraviglia, a nessuno le cose vanno mai a meraviglia tutto sommato, ma perchè a momenti mi sono andate anche peggio e perchè sorridere è normale come scodinzolare per un cane, non perchè io mi senta un segugio che ha trovato la lepre, ma perchè mi rende felice anche trovare l'albero giusto su cui fare pipì. Forse sono solo un chiwawa non capisco niente e per quello rido, altro che segugio.
Vado, sbatto impasto stendo inforno, un paio di crostate alla ciliegia e torno.
E invece ieri sera, quando nel mezzo della cena, un temporale estivo, ci ha trovati in giardino come ogni sera, con la griglia che ancora profumava di ciccia e ci ha bombardati di goccioloni grossi mezzo litro, abbiamo sparecchiato ridendo in pochi , pochissimi secondi senza batter ciglio.
Sono bruciati vivi. Bambini felici e speniserati, persone inermi, genitori, pezzi di famiglie. Il fuoco li ha avvolti, morti con sofferenza e dolore. Ci vengono i brividi, il tg intervista descrive ci nutre di briciole di morte altrui come vermi che si cibano di carne e dolore. Due bambini. La senti vicino il destino eh? La senti vicina "la grande consolatrice"! E' li, a Viareggio, su un treno, in una casa, in una macchina, dove avresti potuto essere tu. Viagliacco. Come muore un bambino in Afganistan? Come muore un bimbo per una mina, per mano nostra? Come vive senza gambe? Perchè questo accade, siamo cmplici di decine e decine di morti, le paghiamo noi, le vogliamo noi. Come muore un bambino, un donna incinta, su una carretta del mare, data in pasto ai pesci perchè noi siamo vigliacchi e a "casa nostra" non li vogliamo? E uno di stenti? Di fame? Di sete? Di quelle malattie per cui tuo figlio è vaccinato? Come muore? Muore più felice che a Viareggio? Muore meglio perchè non c'entra il destino ma i soldi e la vigliaccheria?
Però entrare in agenzia di viaggi per un biglietto del treno e divagare col ragazzo che ti parla di vacanze meravigliose (senza entrare nel merito dei prezzi) ti fa apparire una nuvoletta in testa, una nuvoletta da cartone animato che sogna spiagge e paesaggi nuovi agli occhi. Si sa che in alternativa c'è una vacanza a spese zero che a raccontarla ci vuole uno psichiatra. Si sa che la vita ultimamente c'ha tirato calci negli stinchi ma si sa anche che se siamo ancora capaci di riconoscere le piccole cose, le piccole cose meravigliose di ogni giorno, come oggi, vuol dire che i calci negli stinchi non son bastati perchè noi siamo ancora in piedi. Si apra, dunque, pure il sipario...
Nessuno dei due oggi ha lavorato. Ma giornate come questa, che cominciano comunque alle sei, richiedono un dispendio di energie superiore a quelle passate in compagnia di una zappa. E domani si bissa. Amen.
Quando un uomo col fucile incontra una donna col fucile, l'uomo col fucile è un uomo morto.
Abbiamo cenato fuori, poi abbiamo parlato, lui, il gnerale, davanti ad un mojito fatto da cani, io davanti a una birra, infine davanti ad una di quelle bancarelle da luna park, abbiamo speso venti euro per una sfida all'ultimo barattolo imbracciando un fucile. Felci come bambini. Come bambini grulli, ma pur sempre bambini.
A farsi due conti per passare una settimanina in qualche isoletta greca o in sicilia, fra aereo, appartamento e spese varie viene voglia di mandare tutto a faculo e restare a casa. Che io mica posso lavorar tre mesi per sette giorni al mare oh! Altro che crisi, io attacco l'amaca stacco campanello e telefono e chi s'è visto s'è visto!
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